Buongiorno e benvenuti a questo nuovo speciale di
“1, 2, 3 Destinazione Viaggi”.
Questa settimana abbiamo scelto di partire per l’Egitto.
La Repubblica Araba d’Egitto è uno Stato del Nord Africa. Include la Penisola del Sinai, il che rende l’Egitto un paese che fa parte anche dell’Asia. La principale parte abitata del paese si estende ai lati del fiume Nilo. Vaste aree dell’Egitto sono coperte dalle sabbie del Sahara e sono disabitate.L’Egitto confina ad ovest con la Libia, a sud con il Sudan, ad est con il mar Rosso ed Israele e a nord con il mar Mediterraneo. La capitale è Il Cairo.
L’Egitto è situato nell’Africa settentrionale e per una sua parte (la penisola del Sinai) in Asia: è quindi un paese transcontinentale.È bagnato a nord dal Mar Mediterraneo, e a est dal Mar Rosso; confina a est con Israele, a sud con il Sudan e a ovest con la Libia. La regione di confine con il Sudan lungo il Mar Rosso, il cosiddetto Triangolo di Hala’ib, è contesa dal Sudan. La parte ovest dell’Egitto è occupata dal deserto libico.
L’Egitto ha pochissimi fiumi. Il Nilo è l’unico degno di essere chiamato tale, anche perchè è il più lungo al mondo. Esso nasce dai Grandi Laghi africani, nella zona centrale del continente, e nel suo ultimo tratto attraversa da sud verso nord la parte orientale dell’Egitto. Il Nilo è stato di vitale importanza per il fiorire delle antiche civiltà, e lo è ancor oggi poichè è una fonte inesauribile di acqua per l’irrigazione dei campi. Senza di esso l’Egitto sarebbe un’isolata landa desertica senza vita, poichè si trova su uno dei territori più aridi del deserto sahariano, il Deserto Libico, poverissimo di oasi.
Dopo il salto continua a “viaggiare” con noi scoprendo la magia di questa terra!
La Repubblica Araba d’Egitto è uno Stato del Nord Africa. Include la Penisola del Sinai, il che rende l’Egitto un paese che fa parte anche dell’Asia. La principale parte abitata del paese si estende ai lati del fiume Nilo. Vaste aree dell’Egitto sono coperte dalle sabbie del Sahara e sono disabitate.L’Egitto confina ad ovest con la Libia, a sud con il Sudan, ad est con il mar Rosso ed Israele e a nord con il mar Mediterraneo. La capitale è Il Cairo.
L’Egitto è situato nell’Africa settentrionale e per una sua parte (la penisola del Sinai) in Asia: è quindi un paese transcontinentale.È bagnato a nord dal Mar Mediterraneo, e a est dal Mar Rosso; confina a est con Israele, a sud con il Sudan e a ovest con la Libia. La regione di confine con il Sudan lungo il Mar Rosso, il cosiddetto Triangolo di Hala’ib, è contesa dal Sudan. La parte ovest dell’Egitto è occupata dal deserto libico.
L’Egitto ha pochissimi fiumi. Il Nilo è l’unico degno di essere chiamato tale, anche perchè è il più lungo al mondo. Esso nasce dai Grandi Laghi africani, nella zona centrale del continente, e nel suo ultimo tratto attraversa da sud verso nord la parte orientale dell’Egitto. Il Nilo è stato di vitale importanza per il fiorire
delle antiche civiltà, e lo è ancor oggi poichè è una fonte inesauribile di acqua per l’irrigazione dei campi. Senza di esso l’Egitto sarebbe un’isolata landa desertica senza vita, poichè si trova su uno dei territori più aridi del deserto sahariano, il Deserto Libico, poverissimo di oasi.
Il clima egiziano si presenta di tipo desertico su quasi tutto il Paese, eccezione fatta per la zona mediterranea dove esso è più mite. Gli inverni sono miti, anche se non mancano gelate invernali nel deserto, dovute alle forti escursioni termiche tra il dì e la notte. Le estati sono molto calde e secche, e le temperature raggiungono molto facilmente i 43-45°C, con punte di oltre 50°C in pieno deserto. La zona più “fresca” del Paese in estate è quella delle coste mediterranee. Le precipitazioni sono molto scarse, soprattutto nelle zone interne sahariane.
La storia dell’Egitto viene fatta iniziare con l’unione di Alto e Basso Egitto da parte di Narmer, primo sovrano della I dinastia, intorno al 3200 a.C. . Sappiamo, però, da recenti scoperte archeologiche che la civiltà egizia esisteva già da almeno un millennio prima.
Attraverso momenti imperiali ed altri di profonda anarchia l’Egitto mantenne la sua
indipendenza fino alla metà del I millennio a.C. quando cadde sotto il controllo persiano.
Conquistato da Alessandro Magno nel IV secolo a.C., rimase sotto il controllo dei suoi successori, i Tolomei, fino alla conquista romana al 30 a.C..
Alla divisione dell’impero romano l’Egitto divenne parte dell’Impero romano d’Oriente. Nel VII secolo fu conquistato dagli Arabi che resero il paese una provincia del loro califfato. Una prima autonomia il paese la riguadagnò coi Tulunidi e, dopo la riconquista abbaside, i cui califfi affidarono l’Egitto agli Ikshididi, il paese fu conquistato nel X secolo dai Fatimidi, che erano sciiti-ismailiti.
Saladino e la dinastia da lui fondata degli Ayyubidi posero sotto il proprio controllo l’Egitto, la Siria e lo Yemen a partire dal XII secolo. Successivamente, fu la volta dei mamelucchi, turchi e circassi. Infine fu il turno degli Ottomani che presero il potere nel XVI secolo (1517), al termine della Campagna militare voluta dal Sultano Selim I Yavuz che, tuttavia, mantenne come suoi “feudatari” gli sconfitti Mamelucchi.
Ai primi di luglio 1798 l’Egitto fu invaso via mare da un corpo di spedizione francese forte di circa 40.000
uomini guidato da Napoleone Bonaparte. Lo scopo principale dell’invasione fu quello di mettere in difficoltà l’Inghilterra ma, tra gli scopi secondari, c’era anche quello di agevolare la conduzione di studi storici, archeologici, geografici, linguistici che il nutrito gruppo di uomini di scienza e di lettere, che il Bonaparte era riuscito ad aggregare alla spedizione, svolse effettivamente in modo più che egregio. L’occupazione francese durò fino all’estate del 1800 (Napoleone era tornato in Francia già ad agosto del 1799) quando le ultime truppe comandate dal generale Menou si arresero agli anglo-turchi.
Dai primi del XIX secolo l’Egitto fu tenuto con saldo e innovatore polso dall’albanese Mehmet Ali Paşa (fondatore della dinastia albanese a guida di Egitto estinta con l’ultimo re Faruk nel 1953) che avviò una dinastia vicereale (khediviale), formalmente ossequente nei confronti della Sublime Porta (Istanbul) ma sostanzialmente del tutto autonoma.
Nel 1881, sfruttando l’estrema debolezza del dominio turco e giustificando il tutto con la necessità di proteggere gli investimenti europei nella zona del Canale di Suez, il Regno Unito e la Francia obbligarono l’Egitto a nominare due loro esperti alla guida dei dicasteri delle Finanze e dei Lavori Pubblici. Più tardi Londra occupò l’Egitto reggendolo fino al 1922, senza definirne uno status giuridico preciso e indicandolo come un semplice possedimento della Corona.

Il Cairo una vistosa insegna pubblicitaria nell’Egitto moderno evoca i fasti antichi della Valle del Nilo
Il 28 febbraio 1922 venne riconosciuta una formale indipendenza, sotto la veste istituzionale monarchica, pur perdurando, di fatto, l’occupazione militare britannica. Questo stato di cose proseguì fino al 1952 quando il 23 luglio un colpo di Stato dei Liberi Ufficiali del generale Muhammad Neghib e del colonnello Gamāl ʿAbd al-Nāṣer (Nasser) proclamò la repubblica, deponendo la dinastia fondata da Mehmet Ali e imponendo pochi anni dopo il definitivo ritiro delle truppe britanniche dalla zona del Canale e dalle basi militari che ancora gestiva.
Il 23 giugno 1956 Nasser viene eletto Presidente della Repubblica, ed il 26 luglio decreta la nazionalizzazione del Canale di Suez, ponendo termine al controllo franco-britannico, e bloccando, di fatto, questa importante via di comunicazione. La situazione precipita nel mese di Ottobre; a seguito di attacchi terroristici nelle zone di confine, infatti, il 20 ottobre, Israele invade il Sinai, e punta sul Canale di Suez; il 29 ottobre 1956, truppe britanniche e francesi occupano la zona del Canale, il 31 ottobre bombardano Il Cairo e
il 5 novembre occupano Porto Said. Il 6 novembre l’Unione Sovietica intima ad Israele, Francia e Regno Unito, di interrompere le ostilità verso l’Egitto, minacciando un intervento diretto nel conflitto, ed anche gli Stati Uniti premono sugli alleati per porre fine al conflitto.
Il cessate il fuoco entra in vigore l’8 novembre, ed il 15 dello stesso mese truppe di pace dell’ONU giungono nella zona. L’intero Egitto fu così affidato alla nuova classe dirigente espressa dai “Liberi Ufficiali”.
Il successivo mancato finanziamento del progetto dell’Alta Diga di Aswān da parte della Banca Mondiale fu una delle cause dell’avvicinamento dell’Egitto, governato da Gamāl ʿAbd al-Nāṣer, all’URSS. Nel 1967 scoppia la “Guerra dei sei giorni” (vedi Conflitti arabo-israeliani), e il 28 settembre 1970 muore Nasser. Gli succede il vice presidente, Anwar al-Sādāt, che, nel 1973 sferra una nuova offensiva verso Israele , e che verrà ucciso il 6 ottobre del 1981 in un attentato. Gli succede Hosni Mubarak.
Circa il 90% della popolazione è di fede musulmana, e la maggior parte dei rimanenti 10% sono cristiani (in prevalenza Copti).
Shenūda, Patriarca copto di Alessandria e di tutta l’Africa e Patriarca della sede apostolica di San Marco
Oltre all’Islam la Chiesa ortodossa copta (monofisita) è la più importante e rilevante minoranza cristiana del paese, e il Patriarcato di Alessandria è una delle più antiche e storicamente importanti sedi apostoliche. La Chiesa che ha il maggior numero di fedeli è la Chiesa Copta, una parte di essa si è unita al papa di Roma (Chiesa cattolica copta).
Il governo non riconosce ufficialmente le conversioni dall’Islam al Cristianesimo; poiché anche certi matrimoni interreligiosi non sono permessi, questo impedisce anche i matrimoni tra i convertiti al Cristianesimo e le persone nate in comunità cristiane e inoltre fa sì che i figli di cristiani convertiti vengano classificati come musulmani e ricevano un educazione musulmana. Il governo inoltre richiede dei permessi per la riparazione o per la costruzione di nuove chiese, che vengono spesso negati.
Il copto Shenuda III venne mandato al confino nel 1981 dal presidente Anwar Sadat, che in seguito scelse cinque vescovi copti e richiese loro di eleggersi un nuovo Papa. Essi si rifiutarono e nel 1985 il Presidente Hosni Mubarak reintegrò nelle sue funzioni Shenūda III, che era stato accusato di fomentare il conflitto interconfessionale. Particolarmente nell’Alto Egitto, l’ascesa dei gruppi estremistici di matrice islamica come la Jamāʿat Islāmiyya, durante gli anni ‘80, venne accompagnata da attacchi ai Copti e alle loro chiese; questi attacchi sono declinati assieme a tali organizzazioni, ma continuano tutt’ora. La polizia è stata accusata di essere dalla parte degli attaccanti in alcuni di questi casi [1]. Ciò nonostante sono copti alcuni alti funzionari del governo egiziano, come ad esempio Boutros Ghali e suo nipote Boutros Boutros-Ghali.

Spero che anche oggi vi siate immersi con me in questo “viaggio”. Noi ci rileggiamo più tardi con l’Edizione delle 21 di “1, 2, 3 Blog News”, mentre la prossima settimana con “1, 2, 3 Destinazione Viaggi”.
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